Il rigore si fa bello. Macchina scenica per Serodine

I curatori Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con l’ausilio dell’architetto Stefano Boeri hanno realizzato un percorso per immergere il visitatore in un allestimento sorprendente..

La parola ai curatori: «Per chi pratica un certo tipo di storia dell’arte, quello – per intenderci e parlando un po’ a centoni – che discende dalla lezione di Roberto Longhi, lo sviluppo, sempre intrecciato, dei fatti figurativi comprende alcune personalità d’affezione. Sono pittori privilegiati da attenzioni speciali, la predilezione per i quali è un’immediata dichiarazione di appartenenza. Non sono tanti, una manciata per secolo. In generale sono artisti di cui si conosce poco, ma quel poco è di eccezionale qualità. La riscoperta di un’opera che li riguarda non è un fatto di routine. Le vicende biografiche di questi personaggi non sono del tutto chiare; vaste zone d’ombra ne caratterizzano la formazione. Nei tempi in cui vissero non hanno goduto di particolare fama.

Spesso hanno a che fare con contesti che la storia dell’arte da manuale considera periferici, da un capo all’altro dell’Italia».

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