Il padre di Serodine e il rischio di ritrarlo

Nel Seicento non sono tanti i pittori che hanno ritratto i propri genitori. Rispetto a oggi, l’artista era certamente meno libero di scegliere i propri soggetti: diversi erano, oggettivamente, i tempi di esecuzione, i costi del materiale impiegato, maggiore, mediamente, la capacità persuasiva dei creditori…

Non ci si poteva permettere troppe cartucce sparate a vuoto e fare un dipinto per un committente che verosimilmente non lo avrebbe pagato, ma, semmai, ricevuto in dono, era un lusso che ci si poteva prendere solo per un motivo molto importante: il calcolo ponderato di un ritorno o un affetto raro.

È anche per questo che merita particolare attenzione questo ritratto del padre Cristoforo, dipinto da Giovanni Serodine a 28 anni, come specifica la scritta in basso a destra. Un’opera eseguita in una circostanza forse precisa, certamente ignota, e che divenne presto il dipinto più celebre e pubblicato dell’artista.

Il motivo di tanta attenzione è tutto lì da vedere: la bellezza innanzitutto materica di questa tela fa perdere il nostro occhio nei mille dettagli che la compongono…

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