William Congdon. Pianura

A cura di Davide Dall’Ombra e Francesco Gesti;
Casa Editrice: Silvana Editoriale.

Catalogo della Mostra

William Congdon (1912-1998), artista americano rappresentante dell’Action painting, lasciata la New York degli amici Pollock e Mark Rothko, dopo aver viaggiato in tutto il mondo, decide di radicarsi a sud di Milano, dedicando la sua ultima produzione al ritratto intimo di campi coltivati, risaie e frutti della terra. Un ventennio lombardo che segna l’apice del suo percorso. Dopo le New York degli anni ’40, i Sahara e Santorini degli anni ’50, la ricerca da spaziale si fa temporale. Protagoniste diventano la potenza della terra e le sue trasformazioni. Non si tratta di visioni idilliache: si sconvolge l’orizzonte sui campi, quasi a seguire le trasformazioni telluriche dell’origine.
Un tormento, anche materico, che si risolve e trova pace nelle Nebbie che aprono la via ai monocromi. Riemergono le meditazioni su Braque e De Staà «ma, soprattutto, i dialoghi pittorici con la Scuola di New York di Betty Parsons e Peggy Guggenheim che hanno portato le sue opere nei più importanti musei di New York e alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.

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