{"id":2257,"date":"2021-06-26T18:01:35","date_gmt":"2021-06-26T17:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?page_id=2257"},"modified":"2022-12-23T18:48:22","modified_gmt":"2022-12-23T17:48:22","slug":"alberto-gianfreda","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.dallombra.it\/?page_id=2257","title":{"rendered":"Curatela. Alberto Gianfreda"},"content":{"rendered":"<p><strong>1. Cosa \u00e8 successo?<\/strong><\/p>\n<p>Ad accogliere il visitatore nel percorso della mostra \u00e8 la stanza occupata dalla traccia audio che preannuncia l\u2019opera del primo artista, Alberto Gianfreda (1981). Un inizio che esplicita quello che sembra essere il ruolo principale della Curatela oggi: non solo accogliere l\u2019opera dell\u2019artista per leggerla e presentarla al pubblico, ma entrare nel processo che la genera, comprenderlo, talvolta accompagnarlo, certamente esplicitarne la portata di significati e i possibili sviluppi, prima ancora che al pubblico, allo stesso artista.<\/p>\n<p>Quella udita nella stanza buia \u00e8 una composizione sonora realizzata da Gianfreda in collaborazione con il musicista Simone Lombardi. Il tema della distruzione, al centro del lavoro dell\u2019astista e prodromo alla generazione dell\u2019opera Italia che invade il salone, viene qui indagato attraverso una percezione unicamente acustica, grazie alla trasmissione di casse posizionate all\u2019esatta altezza dei microfoni che hanno acquisito il suono.<br \/>\nI vasi e piatti di partenza, sono ceramiche provenienti da 22 citt\u00e0 italiane e raccolti grazie alla collaborazione di AiCC (Associazione Italiana Citt\u00e0 della Ceramica). Sono stati fotografati dall\u2019artista e rotti all\u2019interno di una stanza altamente tecnologica, l\u2019Open Lab di Caimi Brevetti a Nova Milanese (MB), costruita per registrare il suono emesso dai materiali con una precisione assoluta, possibile solo in altre due sale di registrazione al mondo. Si tratta, infatti, di una camera di prova completamente isolata dall\u2019esterno grazie a una tripla copertura composta da una struttura di 90 tonnellate in calcestruzzo speciale, da una gabbia di Faraday intermedia di schermatura e da un isolamento semianecoico composto da 1301 elementi fonoassorbenti. La funzione \u00e8 quella di indagare le capacit\u00e0 percettive umane in un ambiente controllato e isolato da rumori e interferenze elettromagnetiche.<br \/>\nGrazie a questa tecnologia \u00e8 possibile cogliere l\u2019unicit\u00e0 di un suono che nasce dalla specificit\u00e0 della materia e, nello stesso tempo, la drammaticit\u00e0 della distruzione che diventa sentimento comune. Il suono della materia, che emerge quando \u00e8 messa alla prova della rottura, si percepisce nel contempo unico, irripetibile e comune, malgrado fatture e provenienze diverse. Una metafora del dolore personale provato da ciascuno, che nasce nell\u2019unicit\u00e0 ma pu\u00f2 produrre unit\u00e0 tra i lontani. Perch\u00e9 come ricorda l\u2019artista, il pianto di un bambino \u00e8 uguale a Tokio come a Novate Milanse.<\/p>\n<p><strong>2. Italia<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 terra di altissima tradizione ceramica, al punto da caratterizzarsi, nelle differenti aree geografiche, per ricerca, tecniche di lavorazione e motivi decorativi che, nell\u2019iconicit\u00e0 del disegno, raccontano una storia nazionale, una tradizione e una memoria condivise. L\u2019opera Italia di Alberto Gianfreda affronta il tema della distruzione in favore di un processo di ricongiungimento del frammento per generare una nuova bellezza e unit\u00e0. 20 citt\u00e0 italiane, distribuite in 10 regioni, hanno donato all\u2019artista uno o pi\u00f9 pezzi della propria produzione creativa. Italia ricostruisce in un fregio continuo, il movimento e la vitalit\u00e0 della tradizione che giunge fino a noi reinterpretata: una strada che dalla materia torna alla materia, dalle macerie all\u2019opera. Cos\u00ec facendo l\u2019artista porta avanti la sua personale ricerca sul frammento e sulla ricomposizione.<br \/>\nUn procedere che rende omaggio all\u2019opera di Morandi in mostra, in cui il vaso \u00e8 parte della sua inesausta elaborazione pittorica, tutta spesa in una concentrazione delle particelle universali attratte da una sorta di irresistibile forza centripeta della materia, in qualche modo opposta alla forza centrifuga della distruzione messa in campo da Gianfreda.<br \/>\nI manufatti raccolti, come \u00e8 consuetudine dell\u2019artista, dopo essere stati adeguatamente documentati fotograficamente, sono stati spaccati fino a diventare frammenti piani di diversa dimensione, che nascondono la forma originale ma mantengono la riconoscibilit\u00e0 del decoro identitario. I frammenti sono stati rimontati su una maglia metallica, che permette ai singoli elementi di ricongiungersi in un unico grande \u201ctessuto ceramico\u201d: l\u2019identit\u00e0 resiste superando, unita alle altre, l\u2019apparente annullamento della distruzione. In anni in cui i temi di resilienza, bene comune e parcellizzazione della societ\u00e0 interrogano ad ogni livello di coscienza, l\u2019opera mostra una possibilit\u00e0 di bellezza non convenzionale, frutto di un ordine che non \u00e8 appiattimento, di un\u2019unit\u00e0 che non \u00e8 omologazione.<br \/>\nLa curatela si esprime oggi anche nel porsi come facilitatori di un processo partecipativo di raccolta complesso come questo, reso possibile da un coordinamento di Casa Testori e dall\u2019impegno disinteressato e fondamentale di Giuseppe Olmeti, per AiCC, Viola Emaldi e Irene Biolchini.<\/p>\n<p><strong>3. Collezione NFT Italia<\/strong><\/p>\n<p>Ma questo affondo distruttivo e costruttivo nella materia espresso dall\u2019opera Italia \u00e8 il punto di partenza per una messa in discussione della stessa materialit\u00e0, una riflessione sul moltiplicarsi delle esperienze virtuali, grazie al suono e alle nuove tecnologie multimediali. L\u2019atto performativo della rottura dei pezzi per mano dell\u2019artista \u00e8 stato registrato in una serie di documenti, che ora possono essere a loro volta resi opera d\u2019arte in s\u00e9 dalla tecnologia NFT, capace di unire immagini, video, informazioni della sua scuola ceramica di provenienza, peso e dimensioni originali e persino i dati dello strumento della rottura.<br \/>\nNascono cos\u00ec due serie di 19 NFT ciascuna: nella prima serie il suono della distruzione registrato nella sala anecoica di Caimi Brevetti \u00e8 stato associato all\u2019immagine dell\u2019oggetto integro; la seconda serie \u00e8 composta dai video delle singole performance di distruzione. Un 39\u00b0 NFT \u00e8 composto dal montaggio dei sonori della distruzione presentato nella prima stanza in mostra, associato all\u2019immagine dell\u2019opera Italia.<br \/>\nNFT Italia permette all\u2019artista di sancire l\u2019esistenza di 39 nuove opere digitali, conservate nell\u2019omonima piattaforma, dando loro l\u2019attestazione di opera unica. Questa nuova tecnologia, tanto discussa oggi, \u00e8 al centro del dibattito sull\u2019arte contemporanea: tra necessit\u00e0 di attestazione dell\u2019unicit\u00e0 di un\u2019opera immateriale e speculazione finanziaria capace di eccitare mercato e collezionisti.<br \/>\nNell\u2019opera di Gianfreda, questo strumento acquisisce un ruolo tutt\u2019altro che pretestuoso, permettendo d\u2019includere la complessit\u00e0 del processo generativo della scultura in un esito che supera la dicotomia tra materialit\u00e0 e immaterialit\u00e0. Presentare queste nuove opere in mostra mette del resto in discussione anche la nozione tradizionale del tempo delle azioni artistiche: fondendo i momenti di progettazione, produzione e fruizione dell\u2019opera stessa.<\/p>\n<p>Davide Dall&#8217;Ombra<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=2079\">[Torna alla pagina principale]<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2258\" src=\"http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MG_4378-664x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"1110\" srcset=\"http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MG_4378-664x1024.jpg 664w, http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MG_4378-195x300.jpg 195w, http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MG_4378-768x1184.jpg 768w, http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MG_4378-996x1536.jpg 996w, http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/MG_4378-1328x2048.jpg 1328w, 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