{"id":2293,"date":"2021-06-26T18:37:10","date_gmt":"2021-06-26T17:37:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?page_id=2293"},"modified":"2022-12-23T18:49:56","modified_gmt":"2022-12-23T17:49:56","slug":"curatela-incrociare-giorgio-morandi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.dallombra.it\/?page_id=2293","title":{"rendered":"Curatela. Incrociare Giorgio Morandi"},"content":{"rendered":"<p><strong>7. Testori e la critica di poesia<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuantunque la pittura di Morandi avessi proseguito ad amarla e ad amarla sempre maggiormente, una continua, mai spezzata complessit\u00e0 di ragioni imped\u00ec che mi s\u2019offrisse l\u2019occasione per parlarne; o forse fui io a non cercare l\u2019occasione secondo l\u2019argomento meritava. M\u2019\u00e8 tuttavia caro credere che, nella vita, gli appuntamenti possano rimandarsi affinch\u00e9 si verifichino poi nei tempi e nei modi pi\u00f9 giusti. Morandi, per me, era sempre l\u00e0, sulla riva del gran fiume della modestia e della verit\u00e0, ad attendermi\u201d.<br \/>\nGiorgio Morandi (1890-1964) non fu un pittore \u201ctestoriano\u201d. Il terreno della critica morandiana era appannaggio del suo maestro Roberto Longhi, con il pittore non ci fu una duratura amicizia, complice la spigolosit\u00e0 dell\u2019artista. Testori sapeva quanto il terreno fosse minato: l\u2019amico Francesco Arcangeli, del resto, com\u2019\u00e8 noto, ne era uscito con le ossa rotte\u2026 Non erano mancate occasioni di incontro e sintonia, proprio a casa Longhi, puntualmente raccontate da Testori.<br \/>\nMa negli anni caldi della produzione morandiana e della critica testoriana nell\u2019alveo longhiano, gli anni Cinquanta, Testori era impegnato su un fronte in qualche modo alternativo della materia pittorica, quello di Morlotti appunto. Tuttavia, Testori non perse la bussola delle proporzioni ed era ben conscio dell\u2019assoluta grandezza dell\u2019artista, si trattava di aspettare il tempo propizio, ormai lontani dalla morte di Longhi (1970) e dell\u2019artista (1964). Non mancarono importanti articoli sul \u201cCorriere della Sera\u201d, come quello qui citato in apertura (1978), ma Morandi pot\u00e9 essere affrontato da Testori anche con uno strumento pi\u00f9 libero e incisivo come la poesia: da scrittore poteva permettersi di assestare un colpo secco, una stilettata, senza bisogno di argomentare, di gareggiare con la critica morandiana. Uno strumento critico, quello della poesia, che Testori us\u00f2 in molte occasioni, anche con amori decisamente pi\u00f9 frequentati come Francis Bacon, Rainer Fetting, Caravaggio, Tanzio da Varallo o G\u00e9ricault, dando vita anche a interventi articolati come le didascalie poetiche del volume FMR dedicato alla Maddalena.<br \/>\nFiori \u00e8 un dipinto del 1952 proveniente da Casa Boschi di Stefano, un\u2019opera rappresentativa di uno specifico interesse di Testori che, nel 1981, dedic\u00f2 la sua poesia proprio a questo soggetto morandiano. La poesia Per Morandi venne pubblicata nel 1985 in un volume dedicato al gallerista Gino Ghiringhelli (1898-1964), con un saggio e foto di Jean-Michel Folon e seguito, fin nei dettagli grafici, dallo stesso Testori, che ne ha conservato un menab\u00f2, prove di impaginazione e fotocolor.<\/p>\n<p>Davide Dall&#8217;Ombra<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=2079\">[Torna alla pagina principale]<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7. 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