{"id":2297,"date":"2021-06-26T18:43:59","date_gmt":"2021-06-26T17:43:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?page_id=2297"},"modified":"2022-12-23T18:47:33","modified_gmt":"2022-12-23T17:47:33","slug":"una-vita-con-ennio-morlotti","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.dallombra.it\/?page_id=2297","title":{"rendered":"Una vita con Ennio Morlotti"},"content":{"rendered":"<p><strong>8. Testori critico militante<\/strong><\/p>\n<p>Sono a decine gli artisti che devono la propria fortuna all\u2019intuizione, alla parola e al sostegno di Testori, specie nell\u2019avvio della propria carriera. Molte le riscoperte testoriane di \u201cgeni degli anonimi\u201d, tratti dal passato pi\u00f9 o meno recente. Testori fu critico militante appassionato, in particolar modo con la pittura italiana e tedesca negli anni Ottanta e non solo. Con alcuni artisti il suo impegno critico e la sua amicizia segnarono stagioni determinanti per entrambi, si pensi al rapporto con Willy Varlin o Paolo Vallorz, per fare solo un paio di nomi.<br \/>\nTalvolta incroci pi\u00f9 puntuali hanno segnato episodi circoscritti ma illuminanti, come documenta, ad esempio, il rapporto con Enzo Cucchi. Ma Morlotti fu un\u2019altra cosa. Ennio Morlotti (1910-1992) \u00e8 stato forse il pittore pi\u00f9 amato da Giovanni Testori, che ne ha accompagnato, spronato e strattonato il lavoro per tutta la vita, seguendone la ricerca pittorica, spronandolo nel suo dialogo con la Natura, presentandone l\u2019opera a due Biennali di Venezia, alla Quadriennale romana e scrivendo per lui alcune delle pagine pi\u00f9 importanti della critica italiana del secolo scorso. Le prime occorrenze a stampa sono sulla rivista \u201cPattuglia\u201d nel 1943 e sappiamo, del resto, che Testori ospit\u00f2 lo sfollato Morlotti nella casa paterna di Sormano durante la guerra. L\u2019ultimo scritto dedicato al pittore, a Morlotti appena scomparso (1992), \u00e8 uno dei vertici testoriani, intriso di poesia, comprensione critica e, giocoforza, ricordi che sono testamento (1993). Un rapporto in crescendo che fece di Testori il pi\u00f9 grande interprete morlottiano. Certo, non mancarono gli scontri tra i due e un lungo periodo di lontananza tra loro si registra per quasi un ventennio, dalla fine degli anni Cinquanta al 1978. Il motivo della rottura fu una certa ripetitivit\u00e0 che Testori leggeva negli Ulivi di Bordighera e l\u2019occasione di riavvicinamento fu il ciclo morlottiano dei Teschi, nati nel 1974, in seguito alla scomparsa di Francesco Arcangeli.<br \/>\nDal Museo del Novecento di Milano \u201ctorna\u201d a Casa Testori Collina di Imbersago (1953), un importante dipinto donato dallo stesso Testori al Comune di Milano nel 1955, uscito dalla propria collezione che annoverava decine di dipinti del pittore lecchese. Un\u2019opera all\u2019apice di un percorso pittorico di avvicinamento alla natura, anzi un\u2019immersione totale: \u201cDal visto degli impressionisti, attraverso il toccato di C\u00e9zanne, siamo dunque giunti a una sorta di partecipato? E siccome il termine di questo percorso \u00e8 stata e continua a essere chiaramente la natura, siamo dunque a una nuova reviviscenza della poetica naturalista? \u00c8 chiaro che s\u00ec: e aggiungiamo che, anzi di un naturalismo d\u2019osservazione, si tratta qui di un passo ulteriore, cio\u00e8 di un naturalismo di partecipazione\u201d.<\/p>\n<p>Davide Dall&#8217;Ombra<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=2079\">[Torna alla pagina principale]<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>8. Testori critico militante Sono a decine gli artisti che devono la propria fortuna all\u2019intuizione, alla parola e al sostegno di Testori, specie nell\u2019avvio della propria carriera. 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