{"id":904,"date":"2011-11-02T19:27:43","date_gmt":"2011-11-02T18:27:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=904"},"modified":"2011-11-02T19:35:15","modified_gmt":"2011-11-02T18:35:15","slug":"molto-forte-incredibilmente-vicino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dallombra.it\/?p=904","title":{"rendered":"Molto forte, incredibilmente vicino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un ponte, qualche giorno di vacanza e un libro che mi ero perso. In attesa del <a href=\"http:\/\/www.film-review.it\/new\/show\/news\/5795\/Molto_forte_incredibilmente_vicino_il_trailer-795.htm\" target=\"_blank\">film<\/a> che ci far\u00e0 singhiozzare l&#8217;anno prossimo, condivido con i miei 5 lettori uno dei passaggi pi\u00f9 belli del romanzo <em>Molto forte, incredibilmente vicino<\/em>, di Jonathan Safran Foer.<br \/>\nIl protagonista \u00e8 un ragazzino newyorkese di 9 anni che ha perso suo padre nell&#8217;attentato dell&#8217;11 settembre e questa \u00e8 la parte centrale dello ultimo dialogo tra i due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/MOLTO-FORTE.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-906\" title=\"MOLTO FORTE\" src=\"http:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/MOLTO-FORTE.jpg\" alt=\"\" width=\"609\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/MOLTO-FORTE.jpg 609w, https:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/MOLTO-FORTE-300x149.jpg 300w, https:\/\/www.dallombra.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/MOLTO-FORTE-210x104.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 609px) 100vw, 609px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre pap\u00e0 mi rimboccava le coperte quella sera, la sera prima del giorno pi\u00f9 brutto, gli ho chiesto[&#8230;]: \u201cPerch\u00e8 [la Terra] rimane al suo posto invece di precipitare nell\u2019universo?\u201d [&#8230;] \u201cMa la Terra <em>precipita<\/em> nell\u2019universo. Questo lo sai, pulce. Precipita costantemente verso il Sole. \u00c8 questo il senso di seguire un\u2019orbita\u201d. Allora gli ho chiesto: \u201cOvvio&#8230; ma perch\u00e8 c\u2019\u00e8 la gravit\u00e0?\u201d Allora lui mi ha chiesto: \u201cCosa intendi chiedendo perch\u00e8 c\u2019\u00e8 la gravit\u00e0?\u201d \u201cQual\u2019\u00e8 la sua ragione?\u201d \u201cE chi ha detto che deve avere una ragione?\u201d \u201cNessuno, di preciso.\u201d \u201cLa mia era una domanda retorica\u201d \u201cCosa vuol dire\u2019\u201d \u201cVuol dire che non l\u2019ho fatta per avere una risposta, ma per fare un\u2019affermazione\u201d \u201cQuale affermazione?\u201d \u201cChe non \u00e8 necessario ci sia una ragione.\u201d \u201cMa se non c\u2019\u00e8 ragione, allora perch\u00e8 esiste l\u2019universo?\u201d \u201cGrazie alle condizioni favorevoli.\u201d \u201cE perch\u00e8 sono tuo figlio allora?\u201d \u201cPerch\u00e8 io e tua mamma abbiamo fatto l\u2019amore, e uno dei miei spermatozoi ha fecondato uno dei suoi ovuli.\u201d \u201cScusa&#8230; vado a vomitare.\u201d \u201cNon comportarti come il bambino che sei.\u201d \u201cS\u00ec, ma quello che non capisco \u00e8 perch\u00e8 noi esistiamo. Non mi interessa come, ma perch\u00e8.\u201d Osservavo le lucciole dei suoi pensieri orbitargli nella testa. Pap\u00e0 ha risposto: \u201cEsistiamo perch\u00e8 esistiamo.\u201d \u201c<em>Ma che&#8230;.?<\/em>\u201d \u201cPotremmo immaginare qualunque altro genere di universo, ma questo \u00e8 quello che \u00e8 capitato.\u201d<br \/>\nHo afferrato cosa voleva dire, e non ero in disaccordo con lui, ma nemmeno d\u2019accordo. Solo perch\u00e9 sei ateo, non significa che non saresti felice se le cose avessero delle ragioni di esistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Jonathan Safran Foer, \u201cMolto forte, incredibilmente vicino\u201d, Guanda, 2005, pp. 25-26.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ponte, qualche giorno di vacanza e un libro che mi ero perso. 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